Bioedilizia: my Dream Home - Alfa OmegaBioedilizia by Alfa Omega: My Dream Home

Psicologia dell'abitare
“Ciascuno ha bisogno del suo posto quale casa per l’anima, e non quale scatola per il corpo”.
Oliver Marc, architetto francese che da tempo si occupa anche di psicoanalisi, sostiene che “l’architettura era forse la prima delle espressioni artistiche dell’uomo e la casa era la più perfetta espressione del sé ”, e che “costruire la propria casa significa creare un luogo di pace, di calma e di sicurezza,(…) dove ci si può ritirare dal mondo e sentire battere il proprio cuore; significa creare un luogo dove non si rischia l’aggressione, un luogo di cui ci sia l’anima. Oltrepassata la porta, assicuratisi che sia ben chiusa, è dentro di sé che si entra”.
L’abitare non è dunque una semplice funzione fisiologica da soddisfare, ma richiama le sfere più profonde del nostro essere – nel mondo, non solo come corpo che ho (Korper, o corpo fisico) ma come corpo che sono (Leib, o energia).
“L’anima di un luogo è l’intangibile sensazione che questo comunica (…) Ogni luogo dovrebbe avere uno spirito.”
Questo “spirito” ci ricollega all’unità con il Tutto: “ le cose hanno la vita di coloro che le hanno fatte nascere, ma l’anima delle cose attinge a un patrimonio comune che risale alle origini dell’universo, dell’umanità e delle nostre rispettive civiltà."
La casa è dunque l’immagine del sé, e infatti la psicanalisi riconosce nei sogni sulla casa molteplici e profondi significati. Essa riproduce la più completa e antica manifestazione dell’anima, e in quanto tale dovrebbe soddisfare una necessità di espressione e anche proteggere la fragilità dell’essere nel suo sviluppo.
L’atmosfera, l’essenza di un’abitazione, non possono divenire percettibili se non su un piano spirituale ed intuitivo. Se si tratta di un rustico o appartamento da restaurare in cui gli inquilini non hanno mai vissuto la prima cosa da fare è chiedere la storia di quel rustico, chi ci ha abitato e come, vedere anche il tipo di malattie che ci sono state e in quali stanze. L'analisi di ciò che è un vero bisogno talvolta si trova dietro le righe di una conversazione e non è spesso ciò che un cliente ti vuole fare sembrare. Per sentire questo ci vuole una continua ricerca personale di autoanalisi e di ascolto. Arriviamo ad un appartamento gia arredato in cui si chiede l'analisi e un possibile rimodernamento arredativo. In questo caso bisogna rimanere molto consapevoli di tutti i messaggi che arrivano, i veri e falsi bisogni, le possibilità contingenti ed effettive per correggere e migliorare il processo di vita dell'inquilino. La mappatura energetica degli spazi va sovrapposta con tutte le attenzioni suggerite dal Feng Shui e si verifica quale degli aspetti rende il progetto il più possibile rispettoso degli inquilini e del dinamismo energetico interno ai locali. La casa può trasformarsi in una sorta di “ambiente terapeutico”, a patto che sia costruita e organizzata il più possibile in armonia con l'universo e con il proprio corpo.

LA CASA ECOLOGICA STA TRA ORIENTE E OCCIDENTE

La Bio-Architettura si occupa dei materiali da costruzione più sani, dell’aspetto energetico della costruzione. Il Feng Shui si concentra invece sull’anima dell’abitazione, sulle influenze dell’ambiente, dei colori e dell’arredo, sulla psiche dell’uomo, suggerendo soluzioni pratiche per aumentare l’armonia di chi vi risiede. Quando le due discipline si integrano si raggiunge un approccio più olistico nel costruire e nell’abitare.

Un compleanno importante per la bioedilizia, quello della prima casa ruotante ad energia solare realizzata cinquant’anni fa in Belgio.
L’ideazione della costruzione si deve a Francois Massau, un commerciante di carbone belga che pensò di sfruttare l’energia solare costruendo una casa in movimento. Un po’ come un girasole che seguisse il percorso solare.
La realizzazione del progetto fu spinta dalla volontà di Massau di far pervenire più luce solare possibile alla moglie malata.
La casa solare rotante si trova vicino a Wayre, ma non ha mai goduto del successo che meriterebbe. Massau è morto povero nel 2002, dopo che aveva venduto solo una delle tre case rotanti da lui realizzate.
Ricordato in un articolo dell’Herald and Tribune, l’uomo non era né un ingegnere né un architetto, ma è riuscito a creare una casa solare solo con un po’ di ingegno.
Grazie ad un piccolo motore elettrico e a tre bottoni la dimora rotante riesce a girarsi completamente in solo un’ora e mezzo.
Al centro della casa si trova un asse d’acciaio, che ruota, portando con sé anche tutti i tubi ed il materiale elettrico dell’edificio, senza provocare alcun danno alle strutture e agli impianti.
Quando il sole è intenso i 130 metri quadrati dell’abitazione non hanno bisogno di altro riscaldamento che non sia quello naturale.
Lo stesso principio della casa di Massau è quello alla base della torre rotante dell’italiano David Fisher che sarà realizzato a Dubai, seguendo la scia di quella che è diventata una vera e propria branca dell’ecoedilizia: l’architettura girasole.
Il boom di case ecologiche e progetti che sfruttano le energie rinnovabili per diminuire i costi del fabbisogno energetico fa ben sperare che in futuro le case siano tutte ispirate ai principi dell’ecoedilizia.
Tuttavia i costi per la realizzazione di abitazioni ed edifici ecocompatibili continuanio a rimanere inaccessibili ai più, costituendo un grave ostacolo alla crescita del mercato dell’ecoedilizia.


CHE COSA SIGNIFICA FENG SHUI

La parola Feng Shui tradotta letteralmente, significa "vento e acqua".
Con questo termine si intende conglobare tutta una serie di discipline oggi praticate separatamente, ma per i cinesi un'unica via per vivere in armonia con lo spirito del luogo dove si abita o lavora.
Non è una religione, bensì una scienza antica di quattromila anni di studi e pratiche che hanno permesso alle culture orientali di evolversi verso un pensiero volto ad ordinare ogni momento della propria vita, in ogni direzione in modo da prosperare, nel migliore dei casi, e, da passare il più indenni possibile i periodi negativamente energetici, per la vita di ognuno.

ORIGINE DEL FENG SHUI

Trovandoci al centro dei due grandi Enti energetici ne subiamo l'influenza. Possiamo però utilizzarla a nostro favore, a patto di conoscerne le leggi, non solo fisico-chimiche ma soprattutto energetiche, la prima delle quali è: dal cielo tutto cade, dalla terra tutto sale.
Le due tensioni dinamiche si scontrano nell’uomo che, da sempre, ha cercato di capire se l’energia di una forma specifica, come l’orografia di un terreno o le nuvole del cielo, potesse essere vantaggiosa o aggressiva per lui.
Il suo intuito gli ha fatto porre in relazione la forma delle cose con l’energia che da esse deriva.

L'UOMO POGGIA I PIEDI SULLA TERRA E LA TESTA NEL CIELO.
NELLO SPAZIO INTERMEDIO SI ATTUA IL SUO DESTINO.

In particolare l’istinto alla sopravvivenza ha consentito di preservare la nostra specie dall’estinzione. Il nostro agire è indubbiamente dettato da questo istinto. Le nostre scelte vengono fatte più con il cuore che con la mente proprio perché istintivamente ognuno di noi sa come proteggersi, rispondendo ad un’atavica necessità, scritta nei nostro geni, cercando un “riparo” che è partito dagli alberi, passato per le caverne e arrivato infine alle nostre case.
La ricerca del sito giusto in cui trovare riparo, per la notte o per la vita, da sempre è stata la nostra preoccupazione principale. In tutte le culture del mondo ci sono stati uomini, dotati di una sorta di ipersensibilità all’energia della terra, capaci di trovare il sito adatto su cui far sorgere una casa o una città.
SOLO IN CINA, PERÒ, QUESTO ISTINTO È DIVENTATO ARTE E SCIENZA DELLE COSTRUZIONI, IN QUANTO, OLTRE ALLA PRIMITIVA

NECESSITÀ DELLA PROTEZIONE E DELLA SICUREZZA PERSONALE, L’ANALISI SI È ALLARGATA ANCHE ALLE RELAZIONI DEGLI ELEMENTI

COSMICI E SPIRITUALI, POICHÉ NON SIAMO COMPOSTI SOLO DI CORPO FISICO MA SOPRATTUTTO DI UN CORPO ENERGETICO CHE PUÒ

ANDARE IN ASSONANZA O DISSONANZA CON I VARI CAMPI ENERGETICI CON CUI VIENE IN CONTATTO, IN PARTICOLARE CON QUELLO

TERRESTRE.
Il FENG SHUI è una antica arte che è stata definita l’arte di adattare le dimore dei vivi e dei morti per stabilire una cooperazione con le correnti del soffio cosmico, cioè di promuovere l’armonia tra il luogo in cui abitiamo ed i flussi di energia che lo percorrono, creando così un perfetto equilibrio tra tutte le forze della natura.


Con lo sviluppo dell’energia fotovoltaica è cresciuta l’attenzione al design e alla ricerca di soluzioni efficaci per integrare nell’architettura degli edifici gli impianti fotovoltaici.
È in quest’ottica che si inserisce la tegola fotovoltaica. Si tratta di un elemento architettonico innovativo che permette la totale integrazione del fotovoltaico nelle strutture abitative.
La tegola, infatti, contiene le celle fotovoltaiche che, dunque, non sono più ingombranti e visibili. Le nuove tegole vengono installate sul tetto andando a sostituire i tradizionali ceppi. Attualmente sono disponibili sul mercato diverse tipologie di tegole fotovoltaiche che si distinguono in base alla struttura e alla tecnologia utilizzate.
C’è la tegola TEGOSOLAR realizzata da Tegola Canadese in collaborazione con United Solar Ovonic, azienda leader nella produzione di impianti fotovoltaici. Questo tipo di tegola utilizza celle fotovoltaiche a film sottile in silicio amorfo, a tripla giunzione, che catturano anche la luce diffusa ottenendo una buona resa energetica anche con il cielo nuvoloso e in presenza di nebbia. Le tegole sono, inoltre, flessibili e leggere e non richiedono un elevato ridimensionamento delle strutture base del tetto in cui vengono incassate. Ogni tegola Tegosolar è composta da 11 celle connesse in serie e in parallelo dalla capacità complessiva di 68 W, può essere installata su tetti con una pendenza che varia da 5 ai 60 gradi e non è strettamente vincolata al tipo di esposizione in quanto tollera anche le zone d’ombra.

La bioarchitettura è una pratica architettonica rispettosa dei principi della sostenibilità, ha l’obiettivo di instaurare un rapporto equilibrato tra l’ambiente ed il costruito, soddisfacendo i bisogni delle attuali generazioni senza compromettere, con il consumo indiscriminato delle risorse,
quello delle generazioni future. Tutto ciò privilegiando la qualità della vita ed il benessere psico-fisico dell’uomo, impiegando risorse naturali
(acqua, vegetazione, clima), evitando di causare emissioni dannose (fumi, gas, acque di scarico, rifiuti), prevedendo un diffuso impiego di fonti energetiche rinnovabili ed utilizzando materiali e tecniche ecocompatibili, preferibilmente appartenenti alla cultura materiale locale. Una casa fatta con materiali naturali, che non sono pericolosi per chi li produce e per chi ci deve abitare è una casa ecologica. La bioarchitettura, da questo punto di vista, si pone all’avanguardia nel superamento dagli eccessi della tecnologia, per la capacità di mostrare che un’architettura amica della natura è amica dell’uomo.
Numerose sono le iniziative a favore dell’architettura sostenibile. Possiamo citare alcuni esempi:
Migliorare la qualità della vita con bioarchitettura e comportamenti eco-sostenibili nel quotidiano.
Qual è però l’altra faccia della medaglia della bioarchitettura? Il costo delle costruzioni nell’ambito dell’architettura bioecologica è un problema annoso: la maggior parte delle fonti specializzate stima una maggiorazione sul costo complessivo variabile tra il 7 ed il 15% per il costruttore e dal 4 all’8 % per l’utente finale, incrementi che corrispondono ad una migliore qualità in termini di materiali impiegati e di impiantistica ma anche ad una ancora scarsa diffusione di questi prodotti sul mercato legata ad una domanda ridotta.

bioedilizia - illustrazione

Il solare approda sulle case popolari toscane, dando grande slancio alla diffusione e a alla promozione delle fonti di energia pulita.
Il progetto coinvolge al momento 130 edifici destinati alle abitazioni popolari e avrà il duplice vantaggio di fornire energia solare alle costruzioni
nonchè di eliminare dai tetti l’eternit, copertura di cemento-amianto dichiarata nociva per la salute, dal momento che l’amianto è causa dell’
insorgenza di tumori.
A rendere nota l’installazione dei pannelli fotovoltaici sui tetti delle casa popolari toscane, progetto che sarà coordinato dalla regione Toscana, è stato l’assessore alla casa Eugenio Baronti.
In totale saranno realizzati impianti ad energia solare su 130 palazzi, coprendo 130 mila metri quadrati.
L’energia prodotta equivale a 5,5 milioni di kilowattora annui.
La nota positiva di ecoprogetti di questo tipo è che il costo dell’intera operazione di bonifica viene ripagato in breve tempo ed interamente coperto dalla vendita dell’energia prodotta dagli impianti fotovoltaici.
Realizzare gli impianti costerà 55 milioni di euro, cifra che sembra astronomica, ma diventa irrisoria se paragonata agli utili: in soli venti anni, infatti, l’energia solare prodotta frutterà ben 64 milioni di euro.
Guadagni che andranno a coprire le spese di realizzazione, con uno scarto di 9 milioni di euro che verranno utilizzati per completare definitivamente la rimozione e lo smaltimento dell’eternit.
Ma la resa, ovviamente, non è tanto economica quanto ecologica.
Pensate che grazie a questi pannelli ogni anno il risparmio sulle emissioni sarà di 3500 tonnellate di Co2.
Saranno inoltre risparmiate ben 1350 tonnellate di petrolio all’anno, l’equivalente di ben 8650 barili.Un progetto degno di nota che da’ un’ulteriore spinta allo sviluppo del solare in Italia, evidenziando ancora una volta i vantaggi plurimi degli
ecoinvestimenti.
I lavori sono già in corso su 26 dei 130 edifici, per completarli tutti saranno sufficienti tre anni. Tanta energia pulita. Rischi zero.
Visti i buoni risultati che si stanno ottenendo con le iniziative di Legambiente, del WWF e di altre associazioni ambientaliste, la stessa Legambiente ha fatto una previsione in cui descrive come vede la Terra tra cento anni.
Il dossier, che si intitola “La Terra nel 2108” è un pò ottimistico, ma forse tiene conto del fatto che se non si prendono in considerazione i consigli degli ambientalisti, e non si cerca di rispettare un pò di più l’ambiente, si rischia che l’anno 2108 la Terra non lo vedrà mai.La ricerca, presentata durante l’Earth Day da Pietro Cambi, prevede l’utilizzo di tecnologie super avanzate legate soprattutto al risparmio energetico e alle risorse rinnovabili, e gli animali, salvi dall’estinzione, che vivranno in armonia con l’uomo.
Il primo passo verso questo modo di vivere più ecologico è il piccolo passo che possono fare le singole famiglie: elettrodomestici ad altissima
efficienza (che riducono gli sprechi di energia), bioedilizia passiva, climatizzazione artificiale azzerata o vicina allo zero. Per quanto riguarda i rifiuti, si è pensato che ogni famiglia avrà un “compattatore differenziato”, in cui i rifiuti vengono separati e smaltiti in tempo reale.
Uscendo dalle case, vedremo delle città libere dalla cappa di smog che adesso le accerchia. L’aria sarà più respirabile, anche perchè le grandi metropoli verranno divise in piccole città in cui la poca concentrazione umana riduce drasticamente i consumi, e quindi l’inquinamento. Si salveranno da questa “estinzione metropolitana” solo le capitali e i centri finanziari. I grattacieli in gran parte saranno demoliti, tranne quelli di alto valore estetico, così come la maggior parte degli edifici in cemento armato, per lasciar posto a piccole case ecocompatibili e soprattutto
autoefficienti dal punto di vista energetico.
Non esisteranno quasi più le auto proprie, ma un sistema di car sharing, per chi non vuol prendere i mezzi pubblici. Per tutti gli altri si preferirà
usare mezzi come tram e bicicletta. Per chi uscirà dalle città, saranno a disposizione treni superveloci o auto a motore rigorosamente elettrico.
Per quanto riguarda l’agricoltura, Legambiente prevede una profonda crisi intorno al 2060. Questa verrà superata grazie ai prodotti biologici che prenderanno il sopravvento sugli ogm; le filiere saranno più corte perchè sarà superata la globalizzazione, e si preferiranno i frutti di stagione a quelli da serra.
Il ruolo dell’Italia sarà di primo piano per quanto riguarda le emissioni zero. Infatti, insieme ad Islanda e Nuova Zelanda, avrà la possibilità di
produrre energia pulita in quantità superiori agli altri paesi del mondo, soprattutto per quanto riguarda il solare, l’eolico, il geotermico e l’
idroelettrico.
Sarebbe troppo bello per essere vero, ma se ci pensate non ci vuole tantissimo per mettere in pratica le previsioni di Legambiente, basterebbe
solo una maggiore cultura civica da parte della classe politica mondiale.
E’ cosa oramai nota, e non solo agli ambientalisti, che il sistema fotovoltaico permette, attraverso l’effetto di alcuni conduttori (componenti
meccanici, elettrici ed elettronici), la trasformazione dell’energia solare disponibile in energia elettrica.
Con un inesistente impatto ambientale, si tratta essenzialmente di installare dei pannelli solari sul tetto delle abitazioni. E’ possibile favorire uno sviluppo sostenibile senza svantaggi o controindicazioni ambientali e, soprattutto, senza compromettere il futuro delle generazioni a venire.
Certo, in una società dove il “tutto e subito a basso costo” è praticamente all’ordine del giorno (proliferano oramai le compagnie aree che sono sì low cost ma altamente inquinanti) forse non sarà proprio facilissimo affrontare il fatto che l’energia prodotta dal sistema fotovoltaico, dipendendo direttamente dalla luce solare, la quale è strettamente connessa all’inevitabile alternanza giorno/notte, alle condizioni atmosferiche e al ciclo delle stagioni, potrebbe a volte non essere sufficiente, soprattutto d’inverno.
Oppure il fatto che il costo di tali impianti è ancora decisamente elevato perché dato dalla sommatoria dei costi di investimento (progettazione), dei costi di esercizio (manutenzione) e da altri costi aggiuntivi (tasse ed assicurazioni).
Abbiamo dalla nostra il fatto che, a seguito degli accordi di Kyoto, molti paesi, tra cui l’Italia, hanno provveduto a legiferare al fine di favorire lo
sviluppo del fotovoltaico concedendo agevolazioni fiscali. La Finanziaria del 2008 prevede, infatti, che i comuni, a partire dal 1 gennaio 2009,
dovranno fissare un’aliquota ICI agevolata (inferiore al 4 per mille) per chi decide di installare impianti da fonte rinnovabile per la produzione di
energia elettrica e/o termica per uso domestico.
E’ inoltre previsto il sistema di incentivazione Conto Energia, attraverso il quale se si immette nella rete nazionale energia elettrica, quest’ultima viene retribuita fino a 0,49 € /KWh o, se autoconsumata , viene scalata dalla propria bolletta conseguendo un guadagno pari alla differenza tra costo al dettaglio del KWh e quello all’ingrosso.
La cosa che rincuora è che, in un clima di competizioni elettorali sempre più agguerrite, in ogni programma politico sono previsti specifici punti per la salvaguardia ambientale. Che finalmente si sia trovato un argomento trasversale e bipartisan?
Una fonte di risparmio energetico ancora poco sviluppata nel nostro paese ma molto valida è sicuramente quella data dall’utilizzo dei pannelli
solari. I pannelli solari termici ci permettono di trasformare l’energia solare in elettricità che può essere utilizzata per la produzione di acqua calda nell’uso domestico riscaldando quindi l’acqua delle nostre case senza utilizzare elettricità o l’uso di gas. Ne segue un secondo utilizzo molto valido che è quello di impiegare i pannelli fotovoltaici per il riscaldamento delle nostre abitazioni.
Usufruendo quindi a pieno dell’energia solare possiamo subito pensare ai vantaggi per la salute del nostro ambiente oltre che al risparmio diretto di energia elettrica, quantificabile nella nostra bolletta personale.
Ad oggi l’uso dei pannelli solari è sicuramente poco sviluppato soprattutto per colpa dei costi di acquisto e installazione ancora molto elevati e
perché probabilmente si crede ancora poco all’efficacia dell’utilizzo della nostra fonte più forte di energia naturale:il sole. Gli stessi impianti
richiedono personale specializzato e nello stesso tempo pensare di installare pannelli nei vecchi edifici e nelle vecchie abitazioni comporta molti problemi già a livello architettonico, infatti le nostre vecchie case non sono certamente predisposte per l’impianto di pannelli sui tetti e troppi lavori di compensazione e di cambiamenti edilizi significativi, contro un’ incertezza nella riuscita, portano l’utente ad optare per i più usuali sistemi di riscaldamento.
Un primo utilizzo si può notare in alcune nuove costruzioni, soprattutto in zone di campagna o al di fuori comunque dei centri città, verso le periferie.
Qui nei nuovi centri abitati, alcuni imprenditori edilizi scelgono di costruire edifici che si avvalgono dei pannelli solari per fornire energia ai fabbricati; in questi casi naturalmente le nuove costruzioni nascono già a misura dei nuovi impianti ad energia solare e i costi di interventi extra vengono eliminati; inoltre c’è da considerare che sicuramente una casa già predisposta permette un uso più consono che un vecchio edificio in cui i pannelli magari vengono installati su vecchi tetti malandati portando poi altri problemi al fabbricato che può non avere le giuste caratteristiche per accettarli.
Attualmente in alcune regioni si possono ottenere anche dei finanziamenti per la spesa di impianti solari e si prova così a incentivarne l’uso ma inizialmente escludendo le nuove costruzioni sopra citate, un impianto ad energia solare per il riscaldamento viene di norma affiancato ancora dai nostri impianti comuni a gas, considerandone magari un maggior uso nei periodi estivi di maggior illuminazione, ed avendo quindi un risparmio sul consumo totale dell’anno. Utilizzando il sole infatti, risulta più conveniente l’utilizzo di pannelli fotovoltaici nei paesi dove l’insolazione risulta più presente come ad esempio nelle città marittime.

Il laterizio

Sino a non molti anni fa, la muratura in laterizio come procedimento costruttivo era poco considerato poiché non esistevano norme che regolassero la costruzione, il dimensionamento e la progettazione. Questo ritardo nella messa a norma è stato conseguente ad uno sviluppo di cultura progettuale che si è concentrata su altre tecniche costruttive e di produzione: su tutte le strutture intelaiate in calcestruzzo armato e la prefabbricazione pesante iniziata verso la fine degli anni '60.
Le conseguenze di questa lacuna ricadevano principalmente sul progettista il quale, mancando di precisi riferimenti, era costretto a fare sommarie generalizzazioni dalla manualistica e non poteva che seguire criteri soggettivi, orientandosi verso l'uso cautelativo di sezioni murarie sovradimensionate. La nuova normativa (il D.M. 20.11.1987, "Norme tecniche per la progettazione, esecuzione e collaudo degli edifici in muratura e per il loro consolidamento" ed il D.M. 16.01.96, "Norme tecniche per la costruzione in zone sismiche") e il risultato delle sperimentazioni delle ditte produttrici, insieme ad una crescita di cultura tecnologica, hanno posto le condizioni per una rinascita della costruzione in muratura portante, tecnica costruttiva storicamente sempre in primo piano. L'utilizzo della muratura portante come soluzione costruttiva presenta diversi vantaggi rispetto alle altre soluzioni, grazie alle specifiche prestazionali dei blocchi in laterizio presenti sul mercato. Tali blocchi non forniscono solo garanzie di solidità statico-strutturale, ma possono vantare ottime qualità dal punto di vista dell'isolamento termico, dell'inerzia termica, della traspirabilità, dell'isolamento acustico, della resistenza al fuoco. Le capacità termoisolanti di tale tipo di blocchi derivano dalla presenza nell'argilla cotta di un grande numero di cavità contenenti aria che ne aumentano la resistenza termica rendendo non necessaria l'aggiunta di materiale isolante. La massa frontale delle pareti realizzate con laterizi ad alte prestazioni, inoltre, è paragonabile a quella di altre murature monostrato, garantendo così, oltre alla resistenza termica, notevoli doti di accumulo di calore e di inerzia termica, parametri fondamentali per il benessere degli occupanti l'edificio sia in regime invernale che in quello estivo.
Nel tempo l'uso del laterizio portante è andato arricchendosi di pezzi speciali e malte appositamente preconfezionate, al fine di dar luogo ad un
prodotto finale dalle notevoli qualità statiche ed estetiche. Oggi i blocchi in laterizio, vengono curati nei dettagli della forma, degli incastri, nel
numero e nelle dimensione dei vuoti e nella capacità di trasmittanza che il manufatto è in grado di garantire. In conclusione, se fino a qualche anno fa l'adozione del sistema a muratura portante poteva ancora essere considerata una scelta coraggiosa, ora non è più così. E' tornata ad essere presa in considerazioni tra le scelte progettuali come soluzione tecnologica idonea al benessere ambientale e alla durabilità nelle costruzioni.

Blocchi in laterizio porizzato con materiale di origine naturale

Il Laterizio porizzato per murature forato e alleggerito viene realizzato aggiungendo all’impasto tradizionale di argilla acqua e sabbia materiali di
origine naturale a bassa granulometria (2-2,5 mm) che durante la cottura emettono gas e lasciano microalveoli vuoti, fra loro non comunicanti e uniformemente diffusi nella massa d’argilla. Questa microporosità conferisce al mattone un elevato grado di isolamento termico, elevata
permeabilità al vapore e resistenza al gelo e al fuoco. I blocchi vengono prodotti in diversi formati; lisci e ad incastro per realizzare murature portanti e di tamponamento.

Blocchi in laterizio porizzato con materiale di origine INORGANICA

La porizzazione avviene in questo caso aggiungendo all’impasto di argilla sabbia e acqua sostanze inorganiche. Principalmente viene usata la
perlite espansa. La perlite inglobata nella massa di argilla è stabile, non subisce quindi cambiamento di stato durante la cottura del laterizio, la cui struttura risulta compatta, senza cavità. Rispetto agli altri laterizi porizzati, i blocchi, pur con alte prestazioni termiche, si presentano privi di fori superficiali.

PARAMETRI PER LA VALUTAZIONE BIOECOLOGICA DEI MATERIALI

Ecologia Biologia umana Storia Azione sui sensi Criteri fisico-chimici
Dispendio energetico Radioattività Origine Finitura superficiale Peso reazione al calore
Disponibilità Esalazione di gas Processo di estrazione Colore/estetica Reazione all'umidità
Origine delle risorse (minerale, fossile, materie prime rinnovabili Tossicità     Comportamento statico
Azione sul clima     Comportamento elettromagnetico
 
ELENCO DEI PRINCIPALI MATERIALI E TECNICHE DI COSTRUZIONE BIOEDILI

Costruzione fino al grezzo

Materiali e tecniche di costruzione

Fondamenta Mattoni, pietra naturale, calcestruzzo magro
Murature di locali interrati Mattoni, pietra arenaria calcarea
Murature perimetrali Argilla, mattoni, arenaria calcarea, legno massiccio, strutture di sostegno in legno
Pareti interne Come per le pareti esterne. Inoltre: pannelli di gesso naturale, pannelli di truciolato di legno esenti da formaldeide e collanti tossici
Intonaco esterno Intonaci naturali con calce idraulica come coesivo
Intonaco interno Intonaci minerali con calce aerea come coesivo, intonaci di gesso naturale
Rivestimento esterno Intonaci, rivestimento con tavole di legno, piastrelle di ceramica, mattoni
Finestre Legnami autoctoni, vetro incolore in lastre doppie
Soffitti Soffitti e travi in legno, soffitti in pianelle di cotto
Scale Dentro legno, fuori pietra
Isolamento tetto piano Nessun consiglio. Preferibilmente tetti inclinati
Coperture tetto spiovente Tegole di terracotta, scandole, paglia, canne
Pavimento Nessun consiglio. Sostituito, per esempio, da assito su travetti di legno
Finiture Materiali e tecniche di costruzione
Finitura del pavimento Tavole, parquet, linoleum, sughero, tappeti di fibre naturali come sisal, cocco, lana
Pareti interne e rivestimento soffitti Legno, tessuti naturali, piastrelle di ceramica, lastre di pietra naturale (roccia sedimentaria)
Materiali isolanti Sughero, canne, fibra di cocco, lana di pecora, lastre di truciolato composto, perlite, cellulosa a lastre e a fiocchi, silicati espansi come riempitivo
Vernici Bianco di calce, vernici al silicato, colori alla caseina, colori all'uovo, colori a tempera, dispersioni senza solventi chimici, con resine naturali, cere e oli naturali
Protezione del legno Composti di borace (ufficialmente autorizzati), acido pirolegnoso (non autorizzato)
Tappezzerie Carta da parati in carta riciclata con aggreganti e trattamenti naturali, fibre ruvide, tappezzeria in tessuto, fibre vegetali, midollino, sughero, pelle senza additivi sintetici o trattamenti di superficie
Collanti Colle, colle di saturazioni, dispersioni senza solventi chimici
 

 

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